Famiglia Statella

Calogero Statella nominato Chevalier du Tastevin

Un riconoscimento che racconta un percorso

Essere nominato Chevalier du Tastevin è un onore raro, riservato a chi ha dimostrato impegno e competenza nella valorizzazione del vino e dei territori che lo generano. Per Calogero Statella è arrivato in modo del tutto inaspettato, come quei traguardi che sembrano lontani finché non ci si accorge di averli raggiunti.

Calogero ha conosciuto l’esistenza della Confrérie des Chevaliers du Tastevin nel 2000, durante l’esperienza accanto a Elio Altare, che gli parlò della confraternita con rispetto e ammirazione. All’epoca gli sembrava un mondo distante, quasi irraggiungibile.
Negli anni successivi, il legame con la Borgogna è cresciuto attraverso viaggi, assaggi e relazioni costruite con tanti produttori e personalità della zona. Un percorso fatto di curiosità, ascolto e confronto che oggi trova un riconoscimento importante.

A sostenerne la candidatura sono stati Catherine Girard e Bertrand Gauvrit, amici e colleghi che lo hanno accompagnato in questo cammino.

La cerimonia al Clos de Vougeot

L’intronizzazione si è svolta nello Château du Clos de Vougeot, cuore storico della Borgogna.
La Confrérie des Chevaliers du Tastevin, fondata nel 1934, è la più prestigiosa confraternita vinicola francese. Nata per promuovere i vini e la cultura borgognona, conta oggi oltre 12.000 membri nel mondo tra viticoltori, personalità pubbliche e professionisti del vino.

Durante la cerimonia, i nuovi membri vengono accolti con la formula:

«Par Noé, Père de la Vigne, Par Bacchus, Dieu du Vin, Par Saint-Vincent, Patron des Vignerons, nous vous armons Chevalier du Tastevin.»

La nomina avviene con un gesto simbolico che richiama la vite – non una spada, ma un tralcio di vite, segno di continuità e legame con la terra.

Calogero ricorda quel momento con emozione: “Quando mi hanno chiamato per l’investitura mi tremavano le gambe. Non mi era mai successo.”

Dopo la cerimonia, ha voluto dedicare idealmente questo traguardo a suo padre — figura fondamentale nel suo percorso umano e professionale.
Un pensiero di riconoscenza verso chi ha sempre creduto in lui, fin dagli inizi, e gli ha trasmesso la passione e la determinazione che oggi lo accompagnano in ogni scelta.

Un ponte tra Etna e Borgogna

Per Calogero, questa nomina non è un punto d’arrivo ma una conferma.
Rappresenta il valore di un percorso costruito nel tempo, fatto di studio, di confronto e di rispetto profondo per la terra e per chi la coltiva.
Significa anche portare un pezzo di Etna in un contesto internazionale, in dialogo con i territori che più hanno ispirato il suo approccio alla viticoltura.

Essere oggi Cavaliere del Tastevin significa far parte di una comunità che riconosce nel vino un linguaggio universale, capace di unire culture e persone diverse attraverso la passione e la competenza.
Un riconoscimento che onora Calogero, ma anche il lavoro di una famiglia che da sempre crede nel tempo, nella cura e nella forza della natura.